007Bello – Operazione Rio de Janeiro

12 Agosto 2012.
Nella Waterpolo arena, Londra, a pochi passi dallo stadio olimpico, va in scena la finale olimpica maschile di pallanuoto. Si sfidano l’Italia di Sandro Campagna in calottina azzurra, la stessa della storica vittoria del ’92 in terra spagnola, e la Croazia del maestro Ratko Rudic, in cerca del suo primo oro olimpico nella storia. Il percorso della Croazia è stato finora perfetto. Sette vittorie su sette apparizioni, con i vari Boskovic e Sandro Sukno a dominare la classifica marcatori assieme ai serbi Prlainovic, Filipovic e Udovicic e agli ungheresi Biros e Madaras. Al contrario l’Italia si è vista fermare una volta, per 11-6, proprio dai balcanici nelle fasi a gironi. D’altro canto può vantare importanti successi niente meno che contro i maestri magiari e i serbi, rispettivamente ai quarti di finale per 11-9 e in semifinale per 9-7.

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Proprio queste grandi vittorie non hanno potuto che suscitare entusiasmo al Settebello, che si presenta in acqua agguerrito e fiducioso, e dopo appena 40″ riesce ad insaccare l’1-0. Felugo per Gallo e palla in rete. Pochi minuti ed è il giocatore mancino a ricambiare il favore per il barbuto centrovasca tretunenne della Pro Recco per il 2-0 parziale, facendo esplodere la folla che già si era alzata in piedi ad esultare per le magnifiche parate di capitan Tempesti sui bombardamenti continui dell’inarrestabile Miho Boskovic.

Ma il muro italiano non dura molto e i tentacoli del portierone azzurro nulla possono sui tiri di Maro Jokovic, che non perdona il disordine in copertura della retroguardia avversaria. Si va sul 2-2 a 5 minuti dal termine del secondo quarto, in una partita il cui perfetto equilibrio appare in bilico su un filo sottilissimo. Basta un guizzo, un cambio di ritmo, o qualche piccola disattenzione a cambiare immediatamente l’inerzia della gara. E proprio questo filo sottilissimo viene rotto all’improvviso dal gol del veterano di Rijeka Samir Barac. Durante l’intervallo però Sandro Campagna, che di finali olimpiche se ne intende e non poco, striglia i suoi, ed Maurizio Felugo a raccogliere l’appello del proprio allenatore caricandosi i compagni sulle spalle. L’Italia non ci sta. L’Italia è viva.

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La gioia del 3-3 però dura appena 40 secondi perchè il solito Boskovic, gigante di 1,97m classe ’83, con un bel movimento al centro, spiazza Tempesti e fa 4-3, raddoppiando poi poco dopo grazie alla trasformazione di un rigore procurato da Valentino Gallo. A questo punto la partita si fa dura. Pavic para tutto, da gran portiere quale è, e l’Italia non riesce a girar palla per trovare il guizzo giusto. Appare senza idee e piuttosto stanca e stordita, e così è facile per la formazione croata segnare il settimo gol di nuovo con Jokovic, di nuovo con uno dei suoi missili, vero e proprio marchio di fabbrica del giocatore dello Jug Dubrovnik. È 7-3 e la partita sembra segnata definitivamente. Non basta Giorgetti che entra e si fa perdonare i precedenti errori, a cui infatti risponde immediatamente il giovane Sandro Sukno, nè Presciutti e Felugo, che danno una scossa troppo in ritardo per poter riavvivare l’ormai flebile speranza. Finisce così 8-6. Croazia sul gradino più alto del podio e Italia con l’amaro in bocca per un traguardo sfiorato, che sarebbe stato il perfetto coronamento di uno splendido percorso olimpico.

Tra qualche settimana molti dei componenti di quella nazionale riscenderanno in campo nelle calde acque brasiliane di Rio de Janeiro per ritentare l’impresa sfumata di un soffio quattro anni fa. I 12 giocatori che saranno al servizio di Sandro Campagna, c.t. della nazionale ormai dal 2008, sono infatti stati svelati da qualche giorno, tra certezze, conferme e alcune sorprese. Ci sarà ancora Stefano Tempesti, capitano del Settebello, alla sua quinta olimpiade, a difendere i pali della porta azzurra nonostante i problemi fisici riscontrati nelle ultime settimane. Assieme a lui un’ossatura formata da alcuni reduci dei trionfi mondiali e olimpici di Shanghai 2011 e Londra 2012 tra cui Valentino Gallo, Nicolas Presciutti, Nicolò Gitto e Matteo Aicardi, veri e propri veterani di questo gruppo. Il loro compito principale sarà quello di mettere in campo tutta la loro esperienza e di guidare i più giovani membri della squadra, quali Velotto, Di Fulvio e Fondelli, giocatori di grande talento e militanti in squadre di alto livello (Pro Recco e CC Napoli) malgrado la loro carta d’identità. A completare la nazionale i tiri precisi del recchino Pietro Figlioli, l’intelligenza tattica di Alessandro Nora e i riflessi di Marco Del Lungo tra i pali, entrambi perni dell’AN Brescia.

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Numeri alla mano la squadra pare competitiva, e almeno questa volta non ci sarà da discutere riguardo alla mancanza di mancini in rosa. La scelta che tanto si era recriminata a Campagna lo scorso anno i mondiali di Kazan non si è ripetuta, e questa volta anzi sono presenti ben due giocatori pronti ad occupare le posizioni di 1 e 2. Al contrario, potrà far discutere la scelta di escludere uno dei protagonisti della cavalcata di Londra Alex Giorgetti, e la mancanza di un vero centro boa come Fabio Baraldi nel ruolo di vice-Aicardi, malgrado la presenza di un giocatore che può ricoprire qualsiasi posizione in acqua qual è il transalpino Bodegas. Visto il livello della competizione e il girone impegnativo, in cui verranno affrontate fin da subito squadre di assoluto livello come Usa, Spagna, Montenegro e la solita Croazia, sarà difficile ripercorrere l’impresa (quasi) perfetta del 2012.

Tuttavia questo sport ci ha abituato a colpi di scena inaspettati: chi si sarebbe ad esempio aspettato quest’anno la sconfitta della Pro Recco in coppa Len, addirittura nella finale per il 3^posto contro il Szolnoki VSK?
Finché in acqua c’è un pallone e 14 giocatori pronti a sacrificarsi per il proprio allenatore, per i propri compagni e per la propria nazione, nessun risultato potrà mai essere scontato.

E noi ci crediamo, e ci crederemo fino alla fine.

Enrico Garro

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